Odori e Fede

Camminando x la strada il mondo si spalanca. Abbiamo visitato la sinagoga di Cochi grande e ariosa dove la mente scrive  domande sui muri, dove si pone inevitabilmente davanti la tragedia dell’olocausto che nel 1500 quando fu edificata la  sinagoga già aveva cominciato a spargere vittime sul popolo ebreo. Moltissimi gli indiani curiosi entrati a visitarla, così distante dal loro credo  altrettanto tragicamente complicata da capire. Più avanti c’è il Dutch Palace dove sono raccolti dei quadri della famiglia reale all’epoca del maharaja, dove il re e la sua famiglia erano vergognosamente ricchi e indifferenti alla povertà che c era attorno al loro Palazzo. L’opulenza e la ricchezza che ristagnano, in un contesto così povero, tanto da sembrare stucchevoli. Le pitture alle pareti sono bellissime ma anche un po’ inquietanti guardando la mimica delle facce del pantheon indù dipinte. In un’altra strada c’è il tempio jainista che però è chiuso e anche la moschea ordinata e silenziosa se non fosse x quel canto così suadente del richiamo alla preghiera che suona cantilenante come il vento  che si è appena alzato. È sorprendente vedere come più culture possano andare d’accordo in uno stesso contesto ma questo fa capire che siamo noi persone a determinare un cambiamento è non le circostanze.
In città intanto i lavori della metropolitana continuano a rilento e un uomo si lava le mani sporche dentro una pozzanghera del cantiere, facendoci pensare che non è così importante se non teniamo sempre un’amuchina in borsetta, facendoci pensare che dopotutto l’igiene è veramente questione di punti di vista 🙂
Ebbene si può vivere anche dimenticando di truccarsi o di essere eleganti io l’ho imparato stando qui, non ci fa caso nessuno qui se non sei perfetta o se vesti alla moda, qui ti salutano tutti indipendentemente da che faccia hai, vedi donne che vivono in mezzo ai rifiuti ma non perdono mai quella speciale raffinatezza nel drappeggiarsi il velo sulla testa o avere le mani dipinte di henne,sempre profumati sono questi indiani abbiamo potuto notarlo in diverse occasioni. I profumi che vendono qui poi hanno delle confezioni degne di una fiaba orientale, le fragranze inebrianti ti immergono in un’altra dimensione, dimenticando x un attimo l’odore misto di smog, tè e spezie avvertito poco prima, sebbene non sia comunque fastidioso, anzi di odori molesti ne abbiamo sentiti ben pochi finora. Ed ecco che si ribalta il concetto di povertà e miseria…Qui hanno la povertà…in Europa abbiamo la miseria…che però non è data dalla mancanza di benessere ma dalla sua spesso ingombrante e sfacciata presenza. Mi piace questo aforisma che ha fatto sorridere anche la nostra proprietaria Beena: gli occidentali hanno l’orologio gli orientali hanno il tempo, merce ben più preziosa e rara di tutti i Rolex che si hanno al polso! Con questa meditazione vi abbraccio forte! Bacione by Laura

Visualizzazione di P_20141029_141727.jpg